Ho appena cancellato alcuni vecchi post. Sì, lo so... è stato come strappare pagine da un diario, dimenticarsi di pezzi del cammino. La verità è che mi faceva rabbia leggere post tanto belli riferiti a un fatto che si è svolto solo nella mia stupida testolina. Non l'ho eliminato del tutto, del resto non ho rimpianti a riguardo (anzi...), solo che mi sembrava quasi ingiusto che se ne stessero lì, quasi più letti e commentati di altri post che riguardano ciò che conta davvero.
Conta che oggi ho mormorato un ultimo "Grazie", a un uomo buono. Buono e forte, aggiungerei per ciò che ho visto in questi pochi mesi in cui sono arrivata anch'io, sulla sua strada.
Conta che oggi non mi sono sentita estranea quanto credevo, e forse è perchè, tutti e due lo sappiamo, in futuro un'estranea non lo sarò più. E ora possiamo contare su una persona in più che ci protegge dai piani alti. Perchè, non lo dimenticherò mai, è sempre stato felice per suo nipote, per noi due.
Ci sarebbe tanto maltro, pensieri, sensazioni, sguardi, ma non saprei come scriverli per non sminuirli, o peggio, per non rendere il tutto stucchevole.
Non sarebbe giusto.
Semplicemente ora so quello che conta, e non me lo lascerò fuggire.
E finalmente ho cambiato template.
Mi ci voleva ascoltare una canzone di Ratatouille per di farlo.
Traduciamo la frase per i comuni mortali che ignorano il francese
"Non mi si dirà mai che la via delle stelle non fa per me. Lasciatemi meravigliarvi, prendere il mio volo"
Che dire... ci azzecca bene in questo periodo, un po' così.
In cui non riesco a studiare, un po' per poca voglia, un po' per poco tempo, un po' per altro.
In cui sto seguendo materie che non mi piacciono, e non ho problemi ad ammetterlo.
In cui dovrei cominciare a pensare al piano di studi che in linea di massima mi dovrò portare dietro per i prossimi tre anni.
'nsomma... crisi univrsitaria.
Non che stia pensando che ho cannato facoltà... semplicemente devo capire che cosa voglio da questa facoltà.
Sogno e basta per ora. Sogno un futuro tra montagne, rocce, cartine e martelli. Sogno quella che sarà la mia strada, che mi farà prendere il volo, verso le mie "stelle terrene"
Sì, perchè io per volare devo tenere i piedi a terra.
Mi ci vorrebbe una campagna di rilevamento in questi giorni...
Non è stato brutto come temevo. L'unica cosa che ho pensato, guardandolo così composto nel letto, ben vestito, in pace, è stato... grazie.
Grazie per essere una delle radici di ciò che mi sta più a cuore.
Grazie per quell'affetto smisurato che ho sempre visto nei suoi occhi, ogni volta che guardava suo nipote.
Grazie per essersi sempre ricordato del mio nome, fino alla fine, nonostante tutto.
Grazie per essere stato così felice per noi due, da subito.
Buon viaggio
E' da tanto che vorrei riprendere a scrivere, ma questa mia voglia non è mai stata accompagnata da una vera e propria ispirazione. Sarà che da un bel po' di mesi le cose che mi accadono sono talmente concrete, che non sento il bisogno di imprimerle su queste pagine virtuali per evitare che mi sfuggano via, come sabbia tra le dita.
Ci sono dei pensieri, sì, e non posso far altro che riportarli qui in modo schematico, giusto per aggiornare i miei lettori, se ancora ce ne sono, di quanto mi sta accadendo.
- Ho tanta voglia di cambiare template, ma non trovo, nemmeno lì, ispirazione.
- Ieri mi è tornato il rimorso di non aver mai imparato a pattinare decentemente sul ghaiccio, dopo essere stata al Golden Skate Awards.
- Mi sono lasciata fregare da Facebook, su invito di Grace, e ritrovando qua e là vecchi compagni di classe, vecchi amici, reduce anche da una cena delle elementari e una delle medie, in molti casi ho rigraziato il cielo di non essere cresciuta così, pur con quella punta di amarezza per tutte le volte che sono stata un po' associale. Però la mia perseveranza a crearmi un'esistenza serena mi ha portato molto in cambio.
- Ogni tanto mi manca un po' Dreamalot e la sua capacità di farmi sognare, ma ogni volta che ci rientro, ormai, mi sento un'estranea in quel mondo di fantasia, che mi è sempre più lontano. Ma un pensiero per gli amici cerco sempre di spenderlo
- Ho scoperto gli Abba. E mi piacciono.
- Il 23 ottobre sarò citata tra i ringraziamenti di una tesi magistrale, un po' per una sfida lanciata, un po' perchè è la tesi di qualcuno di speciale. E mi fa strano, am è bello così.
Insomma, mondo, sono viva e felice, tranne le solite crisi passeggere. Ma posso contare sempre su una mano forte e dolce che mi risolleva sempre, ed è il più grande dei miei doni.
Sto studiando sdraiata sotto il sassolungo...
Eccezionale come questa calma, questo posto, riescano a farmelo credere davvero.
Lo so, lo so... dovrei studiare.
Il fatto è che non sono più abituata a studiare con il computer, dotato anche di connessione internet, davanti...
Per un mese ho studiato raggomitolata su un divano troppo piccolo, o su un tavolo di legno davanti a un rifugio, o su un tavolino rotondo della veranda di un albergo vicino a Cesenatico. Non in mezzo alla confusione del tavolo della mia sala, con gente che va avanti e indietro e questo portatile davanti che mi rimanda l'arancione lampeggiante di finestre di msn, e le foto di quest'estate.
Le foto già...
Per una volta ritraggono un'infinità di posti, persone e sorrisi.
Ritraggono il mare e la montagna. Entrambi, e di regioni diverse.
Della Lombardia, del Trentino, della Liguria e dell'Emilia-Romagna.
E per una volta non rimangono solo foto...
... ci sono libri, cartoline, rocce, minerali, conchiglie, pupazzetti, vestiti.
Ma soprattutto ricordi, sorrisi, facce
Un'estate di acqua e di terra, di cieli, di odori, risate e lacrime, di roccia, di sabbia, di fiori, di rovi, di lamponi e fragole, di mostre, di musica, di abbracci, di grotte, di canyon, di dispense troppo alte, di viaggi, di canzoni, di sogni, di stelle, di mal di piedi, di stanchezza, di paure, di perdite, di imbarazzi, di gioconi, di sole, di pioggia, di nutella, di mal d'auto, di ansia, di serenità, di sguardi, di panorami, di lezioni, di testimonianze, di compagnie, di silenzi, di scarponi e scarpette, di muschio, di capre, di telefonate e sms, di cartoline...
Ma ogni giornata si chiudeva con un sorriso.
E va bene così.
L'estate ha fatto il suo corso, con una serie infinita di spostamenti in macchina e in curiera.
Ha fatto il suo corso, tra troppi posti in troppo poco tempo, ma con tante belle cose nel mezzo.
Sì.
Ho viaggiato
E si è conclusa ieri, e per una volta senza troppa paura per l'anno che sta per venire.
Perchè se sarà bello solo la metà di quello che si sta concludendo, sarà abbastanza...
Sarà abbastanza...
C'è che ho voglia di partire, di lasciare questa Milano afosa e sempre più vuota, di stare un po' di tempo tutti insieme per cercare di ricucire alcune cose e di dare una svegliata a certi lati di me stessa.
Sarà che ho finito gli esami solo da qualche giorno, e non sono abituata ad arrivare a questo punto del mese senza aver preparato la valigia almeno una volta. Escursione esclusa ovvio
C'è che, incredibilmente, ho voglia di mare. Non che abia smesso di amare la mia montagna, ci mancherebbe, m è come se inconsciamente la collegassi a studio/lavoro/rilevamento, e ora ho bisogno di staccare il cervello anche da geologia, per qualche giorno almeno... effettivamente già so che nelle settimane che passerò a casa non riuscirò a non femarmi a ogni affioramento o a osservare ogni frana.
Però c'è da specificare questo, che ho voglia di mare come dico io, del mare che in brevi viaggi invernali ho imparato ad amare.
Quello della Liguria, insomma.
E il fatto che cinque giorni di vacanza li passerò proprio lì, in Liguria, mi mette il sorriso.
Sarà che anche la compagnia aiuta...
Manca poco.
Domenica si parte per il passo Tonale, e poi si vedrà... comincerò con visitare le mie vicine di casa, le vette dell'Adamello, per poi passare a casa vera e propria. E non sto lì, come sempre, a rimurginare se sia uno spostamento o un ritorno.
Quest'anno il viaggio vero e proprio sarà al mare.
E' una cosa strana, ma se la vita deve cambiare, allora deve farlo per bene, anche in questi piccoli cambi di abitudine.
Ho mai parlato di me, in un post?
Sicuramente sì.
Ma ho mai dedicato un post solo a quello? Probabile, ma dicendo forse cose che non corrispondono così tanto ala realtà.
O meglio, che non sono precisate.
Perchè ci pensavo oggi, mentre andavo dal medico giusto per farsi vedere dopo un annetto che lo evitavo.
Ci penso sempre, a come sono, quand vado lì, un po' perchè mi tira sempre fuori una serie di cose su ipocondria, ansia e alro, che al momento mi fanno sempre arrabbiare, ma che poi non sono cosìlontane dalla realtà.
Perchè io dico di essere una persona forte.
In realtà la mia fragilità e la mia insicurezza sono piuttosto palesi, almeno a chi mi conosce bene.
Ma forse la mia forza sta ad ammetterlo con loro, nonostante mi mostri tanto orgogliosa e sicura con tutti gli altri.
E quindi sì, nonostante tutto continuo a definirmi abbastanza forte.
Poi c'è la mia fortuna.
Quella che si manifesta nelle boiate tipo fuggire ogni anno dal debito in latino, riuscire a incastrare appelli d'esame, farsi fare domande facili all'orale.
Alcuni dicono che sia bravura, per me è fortuna.
O entrambe le cose, non so.
Ma c'è anche quella che non capisco, quella che mi ha regalato una vita felice, non mi ha mai fatto soffrire troppo, mi ha messa in una famiglia meravigliosa, mi ha portato un ragazzo splendido.
E a volte, forsda ingrata, mi sembra di non meritarla.
O mi chiedo perchè proprio a me.
O sono lì che mi aspetto che mi accada una qualche sfiga pazzesca, giusto per non dire più che la mia vita è tutta un'isola felice tipo quella della pubblicità.
Non che sia obbligatorio. E lo so.
Mi chiedo solo... sarà normale tutta questa felicità?
Perchè a volte mi sembra troppa, impossibile da contenere, e ho paura che voli via col vento, o con il primo problema che si presenterà.
Ma basta.
Chi sono allora?
Sono una persona come tante, che forse è riuscita a costuirsi con piccole cose e piccole attenzioni il suo angolo di serenità.
Sono una che ha sempre paura di andare dagli altri per non passare per rompicoglioni, ma si aspetta che tutti vengano a cercare lei...
... e se non lo fanno ci rimango di merda. E faccio male.
Sono argilla, che sembra dura al sole, ma si spezza facilmente. Però si ricompatta con faciità, anche se ha bisogno di una mano delicata e sicura.
Sono un raggio di sole che filtra tra le persiane e sembra meno luminoso di quanto non sia.
Sono sorrisi e lacrime.
Sono uno stile fatto da tanti altri stili, e cambio come il tempo.
Sono silenzi e troppe parole.
Qualcuno dice che sono meravigliosa, ma è quel qualcuno ad essere meraviglioso, a crederlo.
Sono roccia, aria, cielo
... e Alpina
Tante cose, vero?
Donate, indubbiamente.
Ma forse sono anche ava a mantenerle. Del resto, devo cominciare a convincermi che la felicità non si basa solo sulla fortuna.
E adesso ho anche provato l'brezza di rifiutare un voto.
Non dovrei vantarmene, lo soNo, così, perchè un 19 in Rocce Sedimentarie mi andava estremamente stretto.
Ma io e le cose piccole, o meglio,le mie sette diottrie in meno e le cose piccole non vanno d'accordo, e questo votaccio quanto meno mi ha sibilato che devo imparare a osservare.
Dovrebbe essere il mio compito principale no?
E allora ricominciamo, come mi ha detto di fare Africa.
Tiriamo su le maniche e affrontiamo gli ulimi 4 esami.
Sarebbero 5, ma geomorfologia va fatta bene, e scala a settembre.
Scorza e formaggio!
Leggo tanta di quella gente che fa sviolinate sulla fine prossima o già raggiunta, degli esami di maturità e del liceo, e mi viene in mente che effettivamente, ai tempi, anche io ci avevo scritto su un bel po'.
Ma adesso, leggendo quelle parole, mi ritrovo con un sorrisetto a scuotere la testolina e a pensare "Non
sanno che il bello deve ancora venire"
E lo dico nonostante il fatto che sono qui, con un caldo soffocante, a studiare nomi assurdi di altrettanto assurde rocce, cn la consapevolezza che tirerò così per un altro mese.
Ma, in fin dei conti, devo dire che ritrovarsi tutti insieme (e lo sottolineo... tutti insieme, non divisi in gruppi nelle varie aulette), a studiare in una delle poche aule dell'università co l'aria condizionata... è stato piacevole.
In barba ai bei ricordi della maturità.
Sono belli, ma sono ricordi.
Non tornerei mai indietro, nemmeno per avere due mesi di vacanza nel vero senso della parola.
Oggi ne scrivo due di post. E questo potrebbe venirmi lungo.
Forse anche melenso
Il tutto deriva dalla rilettura di alcuni post precedenti, così per riempire un pomeriggio che, avevo deciso a priori, non sarebbe stat di studio.
Un po' perchè pensavo di passarlo tutto con Save, un po' pe riprendermi dall'escursione di cui già ho scritto.
Fatto sta che dopo tre mesi m'è venuta voglia di rileggere quello che scrivevo prima del giorno incriminato.
Ed ecco è stato strano.
Un po' perchè mi sono resa conto di aver scritto ben poco nella fase "Work in progress", come la chiamerebbe Africa.
Insomma, scrivevo ben più smancerie e post poetici nella fase "bergamasca", dalla quale, per fortuna, sono uscita in tempo per non farlo scoraggiare =P
E quando mi sono chiesta perchè diavolo avevo sprecato tanto inchiostro virtuale per una cosa che poi nemmeno è andata in porto, la risposta è uscita a poco a poco con tutta la sua confortante chiarezza.
La Realtà.
E' quando qualcosa è assolutamente ancorato alla realtà, che ci scrivo sopra poco.
Perchè bastano i fatti, e ho sempre saputo che con le parole non sarei mai riuscita a esprimere quello che ci stava sotto in modo migliore.
E la mia felicità di adesso è basata esclusivamente sui fatti.
"Guarda i fatti, quando ti vengono i pensieri. Pensa a quelli e non avere paura di essere felice"
Quanto è vero.
Perchè me ne sono accorta anche in questi giorni, stando con i miei compagni. Abbiamo riso, sì, fino a sentir maleagli addominali e alla mascella, abbiamo condiviso insieme una bella esperienza, ma poi? In fin dei conti lo senti che dietro tutto questo c'è solo una passione comune e qualche ora passata insieme. Perchè se ci fose altro non avrei paura di essere totalmente me stessa con loro. Mostrarmi un po' più fragile a volte, magari non sentire il bisogno di integrarsi nascondendo credenze e opinioni. Eco, con loro è solo una pacifica e spensierata convivenza, e tutte le fantasie e le "cotte" sono state cose solo passeggere e esclusivamente emotive.
Fatti che mi hanno colpita nell'anima? Pochi in realtà.
"Guarda ai fatti"
Giusto.
Perchè con lui è stato tutto diverso.
Perchè tutto è stato costruito su gesti e fatti, e i fatti parlano solo nella realtà, è difficile farli parlare su un diario.
In effetti non ne ho mai nemmeno sentito i bisogno. Scrivere per me è sempre stato un modo per ritrovarmi faccia a faccia con i miei pensieri, farci il punto e trarne conclusioni.
Ma i fatti, le conclusioni le tirano da soli. E allora scrivere servirebbe solo per condividere la loro bellezza.
E io non sono capace di render loro l'adeguata giustizia.
O forse voglio che alcuni di loro restino solo per noi, che li abbiamo costruiti.
E si ripropongono ogni giorno, quando ripensiamo al passato e guardiamo a cosa ci ha portati.
Forse agli altri, leggendone un resoconto, non debbero quello che dicono a noi quando apriamo insieme il cassetto dei nostri ricordi.
E sono talmente veri che non ho bisogno di verificarli qui.
Lo faccio ogni giorno guardando due occhi verdi.
Ti capiterà, di pensare di aver preso la strada sbagliata, di credere che hai fatto una cazzata a scegliere quella facoltà. Ma se la base della tua scelta è la passione, alla fine passa tutto...
Ecco, me l'aveva detto più o meno così. E io avevo pensato che non mi sarebbe mai capitato di pensare di aver fatto la scelta sbagliata.
Ovviamente mi sbagliavo. Ma se aveva ragione su questo, sul fatto che mi sarebbero venuti dei dbbi, aveva ragione anche sul seguito.
Come al solito, del resto...
Perchè 9 ore di rilevamento filate, con mezzora sola di pausa pranzo, sono pesanti per chiunque, e pensare che probabilmente sarà così tutta la vita non è confortante. E non vedi l'ora di tornare a casa, di dormire nel tuo letto, di riposare, di riabbracciarlo, di avere un po' di caldo.
E poi a casa ci torni davvero.
Ed è strano uscire la mattina dopo con le ballerine invece che con gli scarponi, la borsa normale invece che quella da rilevamento con martello, bussola e cartine.
E allora capisci che, in fin dei conti, in quelle 9 ore eri nel tuo elemento.
E sorridi.
Ricordando le risate mentre ci si arrampica su un pendio a cercare un punto per misurare l'inclinazione di un affioramento, i momenti seduti a bordo strada ad osservare un paesaggio cercando di decifrarlo anche sulla carta, il dolore al polso mentre si litiga con una roccia che prendi insistentemente a martellate, le diotrie perse a cercare minerali in un campione che vedono tutti tranne che te, i prof che sorridono quando fai domande o considerazioni giuste, i prof che ti prendono i giro, ma bonariamente, una bussola che ti aspetta per una notte intera, dove l'hai dimenticata, e si fa ritrovare gelida, le macchioline che scopri essere fossili.
E forse vale davvero la pena passare tre giorni al Passo del Maniva, isolati dal mondo, ma scoprendo a poco a poco la vera essenza di quella passione che ti ha portato a fare una certa scelta.
Meraviglioso.
Ed è come se chi mi ha detto quella frase avesse previsto tutto. Del resto è sempre così.
E solo qui aggiungo un ringraziamento che non ho scritto altrove.
Proprio a lui, che è sempre stato con me, nonostante tutto, e che è stato il primo abbraccio al mio ritorno.
E vorrei che lo fosse per tutte le altre volte che tornerò.
Senza niente da dire, senza avere parole, ma con in mano un raggio di sole...
Non che mi piaccia particolarmente quella canzone, ma queste poche parole sì, di tanto in tanto mi capita di canticchiarle quando cammino da sola per strada.
E vorrei cantarle un po' anche adesso.
Primo perchè uscire con la giacca marrone di lana cotta il 16 di giugno non è normale, e magari a cantarle, queste parole, il sole arriva.
Secondo perchè qualcuno mi ha definita raggio di sole, e rileggendo dei miei post vecchi di un anno o due, in cui scrivevo che lo stavo cercando - il mio raggio di sole, mi è venuto da sorridere.
E speriamo che il sole arrivi entro mercoledì...
Mercoledì parto per l'escursione di fine anno, pare. Avrò il mio zaino, i miei scarponi, ahimè temo la giacca vento, ma più importanti tra tutti avrò il mio martello, la mia bussola, e una borsa particolare. Particolare perchè è una borsa da rilevamento, ma ancora di più perchè non è stata comprata, ma è frutto di varie ore di lavoro, diluite in due o tre settimane, di qualcuno che per me è arrivato anche a imparare a usare una macchina da cucire. E nonostante certe cuciture storte, i porta matite di grandezza diversa e altre cosucce, la trovo bellissima.
Mecoledì cominciano anche gli esami di maturità, pare, e se ci ripenso mi sembra che sia passato molto più di un anno, anche se stento a credere che sono già alla fine del mio primo anno di università. Ma questo anno è stato così pieno che in fondo capisco queststrana sproporzione.
Ho un bel ricordo dei miei esami, e mi piacerebbe che anche i maturandi di quest'anno ne abbiano uno altrettanto bello.
Del resto gli esami sono una fine, ma soprattutto un inizio.
E molte volte devono anche essere un'uscita con stile.
I miei lo son stati, e che lo siano anche per loro.
Per Bianca, per Persy e per tutti gli altri.
E riprendo a scrivere un po' qui, e a spingermi è una serata che, per definirla, devo riesumare quel vocabolo rubato e già usato.
Dolceamara
Ma mi sbilancio più sull'amara, ahimè.
Se la rimpatriata delle medie è stata una sorpresa, quella del Liceo - o meglio - quella del gruppo del Leonardo, alla fine non lo è stata affatto.
E così, ritrovarsi a essere di nuovo la ragazzetta acida in mezzo a gente che non vedo da tanto e che avrei preferito non rivedere, mi ha guastato quegli attimi che invece, in questa serata, sono stati preziosi.
Come ritrovare i vecchi prof, l'abbraccio della Segnalati, essere per una volta "una degli universitari".
Ma per il resto non sono cambiati, o forse sono io che sono ancora maledettamente ancorata a tutto il mio risentimento, e non sono riuscita a far vedere che invece io sì... sono cambiata.
Ma bando agli sfoghi inutili, del resto con la stragrande maggioranza di quella gente non avrò più niente a che fare. Forse è vero, forse devo smetterla di fermarmi solo al negativo, e vedere piuttosto le cose belle, agganciarmi a quelle. Forse devo davvero cercare quelle persone che mi rimandano alle cose belle.
E basta.
A trovarle... Perchè tra lezioni, studio e la mia stupida timidezza mista ad acidità, comincio a sentirmi davvero isolata dal mondo.
Quanto meno su una persona non ho dubbi, perchè solo il fatto che esista, e che mi sia di fianco, per me è un miracolo
"Ricordetelo ben, se rampega prima cola testa, po' coi pei, e sol ala fin cole man."
Devo averlo pensato qualche volta.
Che se si potrebbe paragonare il Paradiso a un qualche paesaggio, sarebbe simile a casa.
E la nostra casa, credo, era la stessa. Anzi, forse lui era il suo padrone, e io l'ospite abituale.
E allora mi piace pensare questo... che una volta lassù, abbia trovato esattamente il panorama delle cime che ha tanto amato.
Le cime di cui era un po' il signore, in piccolo.
E allora voglio salutarlo, con un sorriso, un personaggio che per me è sempre stato un po' una leggenda, un guardiano dei luoghi che amo tanto, in quel rifugio da cui sono sempre passata, senza entrarci mai, davanti al Crozon di Brenta.
Voglio abbassare il cappello davanti a Bruno Detassis, che ora vola un po' più in alto delle aquile del suo Brenta.
"... su nel paradiso, lascialo andare, per le Tue montagne"
Rivedersi dopo cinque anni.
Che idea strana. Credo di aver riletto il messaggio di Dario parecchie volte, per assorbirla per benino.
Perchè organizzare una cena delle medie, al primo anno di università, un po' strano è.
E anche accettare di andarci, per me.
Soprattutto se in quella classe ti sei trovata non male... peggio.
Ma erano altri tempi.
Io ero una cosetta timida, incazzosa, che se la prendeva per ogni cosa. Un po' deboluccia, con poca autostima, molta ingenuità e decisamente meno bastardaggine.
Insomma, per la mia estrema bontà - che si è conservata, ma in modo quanto meno più razionale - mi sono fatta mettere i piedi in testa una quantità incredibildi volte.
E ora dovrei rivederli.
Certo, alcuni li sento ancora. Vuoi perchè abitano nella mia via, vuoi perchè ci ho fatto il liceo, vuoi perchè me li sono ritrovata a Scienze.
Ma gli altri no, e gli altri sono ovviamente la causa di tre anni di sbeffeggiamenti.
Eppure sorrido, a pensare a questa prossima cena.
Malignamente, ovvio.
Perchè - per quanto ogni tanto io riesca a cascare su questioni idote e inutili seghe mentali - riesco a considerarmi una persona più forte.
Solo rispetto a qualche mese fa.
Figuriamoci dopo cinque anni.
Adesso ho vent'anni, pare.
Sono cresciuta di colpo, ma ne è valsa la pena.
E considero quesa cena un'occasione incredibile, non tanto per vendicarmi di passate ingiustizie, ci mancherebbe, non cado certo così in basso.
[... ammetto che mi piacerebbe far sentire una o due persone delle merdine, per come si comportavano. Ma no, che brutta tentazione]
Un'occasione per vedere cosa sono diventata. E per rendermene conto anche io stessa.
E che sia anche una buona serata, massì...
"Meno male che ho avuto una giornata così oggi, domani sarei stata troppo vecchia per sopportarla" ho scritto ieri a Save.
Già perchè oggi ho vent'anni.
Ieri ne avevo 19 e a mia giornata è stata occupata dalla bellezza di un'escursione e un concerto. Dalle 7.00 del mattino alle 23.00 di sera in giro, senza tirar fiato.
Ma è stato bello salutare così il mio periodo da teen ager.
E' stato bello passare la giornata con stivali di gomma ascellari a sguazzare per un torrente alla ricerca di fossili, con il Balini che ci ha terrorizzati tutti dicendo che c'erano le zecche che fano venire l'encefalite e i serpenti che cadono dagli affioramenti.
E' stato bello cantare di nuovo, sapendo che c'era anche Save a sentirmi.
Geologa e corista. Il io ultimo giorno da diciannovenne l'ho passato nel mio elemento.
E ora?
Ora ho vent'anni.
Ho ricevuto auguri da persone che non m aspettavo, ho passato la giornata con un mal di testa terribile per il troppo poco riposo, mi stavo per addormentare a lezione.
Insomma, non è che sia stato un grande inizio, oggi.
Ma so benissimo che stasera sarò felice, dei miei vent'anni.
Perhè il mio ventesimo hanno mi ha regalato tantissimo.
L'università, gli amici, la serenità, la decisione, lui...
Sì.
Stasera sarà tutto perfetto.
Ennesimo post monotematico.
Perchè accorgersi di essere in completa e piena sintonia non ha prezzo...
Lezione piuttosto pesante, durante la quale ho perso altre sette diottrie per guardare alla lente quel carotaggio. Mi avvio alla bicicletta, pensando che devo ancora affrontare due ore di ripetizioni (...con l'unica consolazione del guadagno in soldini) e vedo legata vicino la mia, la sua.
Al che mi balena in mente un pensiero, cioè di lasciargli un qualche foglietto sul portapacchi con scritto una qualunque smanceria... insomma, una di quelle cosucce che le persone innamorate fanno e che non mi sarei mai sognata di poter concepire vista la mia fama di "cinica/babba"
E mentre comincio a trafficare nella mia adorata borsa militare tintinnante per trovare carta e penna, vedo attaccato ai fili dei freni della mia bici, con le due mollette di legno che uso per stringere i pantaloni troppo larghi, un foglietto con su scritto esattamente quello che stavo per scrivere io.
Già.
Perchè essere in completa sintonia non ha prezzo.
Come non ha avuto prezzo scrivere su quel foglio "Sei un babbo!", e lasciarlo su portapacchi, come da progetto, ma con parole ben diverse da quelle che avevo pensato, pur sapendo che le avrebbe interpretate nel giusto modo...
...cioè come quelle di una persona innamorata.
Di un pazzo
Quanto a lungo ho sorriso poi, pedalando verso casa?
"Tu hai tanto amore nel tuo cuore, per tutti, e a volte la cosa ti incasina la testolina"
E, davvero, mi chiedo sempre come riesca a giustificare i miei occasionali scleri attribuendomi comunque qualcosa di bello.
Ma me la meriterò una persona tanto meravigliosa?
Ohhhh...
Inizia tutto con un boato sommesso e crecente, con le luci che si spengono all'improvviso, con il rumore, là sotto, e uno strano silenzio attorno a te, che non ti lascia presagie nulla di buono.
Inizia con una gomitata a chi ti è seduto di fianco, con l'intenzine di riuscire a far fare casino anche a chi è lì, in alto, negli spalti, lontano dalla zona "pogo e ultras", come l'avevo scherzosamente definita.
Inizia con la batteria e il violino, e tu lì, a chiederti dove diavolo sia lui e con qualce canzone si comincerà.
E poi inizia con una delle tue canzoni preferite.
C'è il buio, ci sono le luci del palco che vanno a tempo con la musica, c'è gente che canta, che batte le mani, che saltella. E c'è chi, seduto in alto, si agita con compostezza
Tutto come a un concerto normale, forse, ma con quel qualcosa in più, quel pizzico di allegria che lo rende diverso dagli altri, quel qualcosa che riesce a trasformare il Datch Forum in una sagra di paese allargata a persone ditanti paesi e città diverse.
Ci sono le canzoni dell'Esule.
La strada che è un po' tua madre, la luna che veglia su un sentiero, un padre che cammina in silenzio con uno zaino pieno di coraggio, paura e parole.
C'è la canzone della Milanese.
Quaranta passi che mi separano dall'ingresso di quell'enorme monumento, quella madonnina dorata là, in alto, che sembra semplicemente toccare il cielo e veglia sulla vita agitata di questa metropoli del nord
C'è la canzone della geologa.
Di chi vive con e nella Terra, di chi scava per mestiere con tutti i pericoli che quella roccia presenta, quella roccia in cui si proiettano dei sogni, quella roccia che si impara a capire e a conoscere. E nel mio caso ad amare.
C'è New Orleans che ti strappa una Lacrima, La Terza Onda che ti fa assaporare la vita, La ballata del Cimino che ti fa sorridere, Per una Poma che cerchi di cantare senza ricordare le parole, Cyber Folk, che non eri mai riuscita ad apprezzare finchè non mi sono ritrovata lì a cantarla.
Guardare chi ti sta seduto di fianco, con la faccia un po' sconvolta di chi non è abituato a tutto ciò, ma che ha reso possibile tutto, qualche mese fa, solo per potermi rendere felice. E di questo, e molto altro, non lo ringrazierò mai abbastanza.
Abbracciare proprio un'Esule, dopo sei mesi, un po' di fretta, ma alla fine del concerto di chi, degli Esuli, ha composto parte della colonna sonora.
E dopo questo, non potevo non dedicare a tutto ciò un template.
Un template che riesce a essere mio, ispirato da qualcun altro.
Eh, che ci vuoi fare, Vande? Stai diventando la più bella delle mie colonne sonore ^_^
Non scrivo da tanto e non ho nemmeno troppa ispirazione per raccontare tutto quello che di bello e brutto è accaduto in questo ultimo periodo.
Ma qualcosa lo lascio, una canzone...
Perchè guardarlo mentre me la cantava in macchina è, sentirsi dedicare una canzone così, è stato bellissimo. E, rileggendo le parole, manco a farlo apposta, ci ha proprio azzeccato
VIAGGI & MIRAGGI
De Gregori
Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare,
come del resto alla fine di un viaggio
c'è sempre un viaggio da ricominciare.
Bella ragazza, begli occhi e bel cuore,
bello sguardo da incrociare,
sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare.
Accompagnarti per certi angoli del presente,
che fortunatamente diventeranno curve nella memoria.
Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente,
ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria.
Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?
E andiamo a Genova coi suoi svincoli micidiali,
o a Milano con i suoi sarti ed i suoi giornali,
o a Venezia che sogna e si bagna sui suoi canali
o a Bologna, Bologna coi suoi orchestrali.
Dietro a un miraggio c'è sempre un miraggio da desiderare,
come del resto alla fine di un viaggio,
c'è sempre un letto da ricordare.
Bella ragazza ma chi l'ha detto che non si deve provare?
Ma chi l'ha detto che non si deve provare a provare?
Così partiamo, partiamo che il tempo potrebbe impazzire,
e questa pioggia da un momento all'altro potrebbe smettere di venir giù.
E non avremmo più scuse allora per non uscire.
Ma che bel sole, ma che bel giallo, ma che bel blu!
Perciò pedala, pedala che il tempo potrebbe passare,
e questa pioggia paradossalmente potrebbe non finire mai.
E noi con questo ombrelluccio bucato che ci potremmo inventare?
Ma partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?
E andiamo a Genova coi suoi spiriti musicali,
o a Milano con i suoi sarti e i suoi industriali,
oppure a Napoli con i suoi martiri professionali,
o a Bologna, Bologna coi suoi orchestrali.
E andiamo a Genova coi suoi svincoli musicali,
o a Firenze coi suoi turisti internazionali,
oppure a Roma che sembra una cagna in mezzo ai maiali,
o a Bologna....
[cercherò di non fare un post diabetico, ma non garantisco niente]
Ok.
E' da un sacco che non scrivo. Che non mi faccio sentire. Che non compaio in MSN. Che non gioco a Lot.
I motivi sono molteplici, uno immagino che ormai si sia capito (sì, un po' del mio tempo lo devo dedicare a un qualcuno), gli altri sono ovviamente legati a università/esami/relazioni sociali.
Troppe lezioni, anche se questo ritmo comincia a piacermi, quasi. Perchè è bello stare un po' con i miei pazzi geologi, un po' con gli altri, un po' con lui.
E' bello sorridere alle facce stanche della mattina, sorridere alle facce un po' più sveglie di mezzogiorno, salutarli di pomeriggio.
E' bello vagare da una classe all'altra, dal Settore Didattico alla sede di Geologia prendendosi quei cinque minuti a piedi con calma, per fare due chiacchiere, magari scappare a fare una colazione in tre o a salutare qualcuno lì nei dintorni.
E' bello sorridere ai prof incrociati per strada, ridere mentre cerchi di mettere in bolla un teodolite, prendere appunti seduti a gambe incrociate sui banchi, fissare con aria pensierosa gli alberi fuori dalla finestra, inondati di sole e pensare che è proprio primavera.
E' bello studiare, cercare di capire, con l'unico pensiero fisso che il bello deve ancora venire.
E' semplicemente una nuova, magnifica realtà che mi sta tenendo lontana da questo mondo fatto di ricordi e sogni, al quale dedicavo più tempo, in passato.
Ma così deve essere, dopo tutto.
E' talmente bella, questa vita, che non voglio nemmeno più scappare per qualche momento. La voglio davvero abbracciare tutta.
Dovrei essere qui a studiare.
In realtà mi sono appena sbafata una quantità di salame pazzesca, sto ascoltando la ventola ansimante di questo povero, vecchio portatile e continuo a guardare una foto piuttosto stupida.
[... o meglio, guardo quella foto ingrandita, guardo soltanto gli occhi del soggetto della foto, quegli occhietti verdi e sottili che solo un paio di ore fa avevo a pochi centimetri di distanza in tutto il loro splendore]
Che poi anche a chiudere tutte le finestre aperte del computer (con suo sommo sollievo) mi ritroverei davanti un'altra foto che sortirebbe lo stesso effetto...
C'è il sole, in questi giorni, ma non fa troppo caldo.
Lunedì, in cima al Duomo, decisamente non faceva caldo. Ma si stava benissimo comunque.
Cosa c'è di meglio che restare appoggiata a un parapetto di marmo, con qualche guglia a incorniciare le Grigne e il Resegone in lontananza
[... e soprattutto con qualcuno che da dietro ti abbraccia riscaldandoti dal vento...]
Ieri... non lo so. Il raffreddore mi ha costretta a casa (o almeno, io sarei anche uscita, ma qualcuno ha decis così per me). Prima giornata di studio, anche se con qualcuno allo stesso tavolo. E ogni tanto gli lanciavo un'occhiata, e pensavo che ancora ci credo poco.
Ma è bello così.
E' bello sentirsi sussurrare certe parole all'orecchio.
E' bello trovare il momento per sussurrarle a mia volta.
E' bello lui.
E' bello tutto ciò.
E chi pensava che aspettare avrebbe avuto un tale premio?
Mi rendo conto che vorrei scrivere qualcosa di estremamente bello, pur non sapendo da che parte cominciare.
Sulla testiera c'è l'ombra della rosa bianca che mi ha regalato, ha persoualche fogliolina ma sembra ancora integra come quella sera, quando l'ho vista tra le sue mani scendendo di casa.
La lampada illumina il cristallo di quarzo. E' trasparente, avvolto sopra la roccia che ha inglobato, perfetto e lucido.
Sorrido come una scema rileggendo i messaggi di questi ultimi giorni, ripensando alla sua voce al telefono, ritrovandomi a chiedermi in ogni istante dov'è, come sta.
Penso a domenica. All nuvole. All'incerrezza. Alla paura.
Domenica ero di pessimo umore, ho sorriso debolmente quando a pranzo ho dovuto dirlo a tutti, quando Glauco mi ha fatto i complimenti, quando la Cri mi è venuta incontro raggiante.
Ho sorriso debolmente anche a lui, quando è uscito dalla Chiesa dopo il concerto e mi è venuto incontro.
Ma lui aveva in faccia la stessa felicità di quando ci siamo guardati per un istante, sotto casa, prima di abbracciarci.
E mi sono sentita quasi un'ingrata, perchè avrei voluto gridargliela in faccia, la mia felicità.
Ma pioveva...
Penso a lunedì. Lunedì c'era il sole.
I colpi di tosse di tutti, Africa che mi spinge, e di nuovo ripetere quella frase, quasi studiata a memoria, ma mormorata a bassa voce, con le gote rosse.
E lui non c'era, ma ha voluto farsela ripetere, la sera, al telefono. E l'ho mugugnata con ancora meno voce, ma un sorriso...
Ci sono due parole che non riesco ancora a dire, ma che non mi stufo mai di leggere.
E un po' mi fa male.
Ma verrà il momento...
So solo che sono felice. E questo lo sa anche lui...
Dunque... rischierei i scrivere un post assolutamente melenso, che mi corrisponderebbe ben poco.
O ancora peggio stenderei una lunga fila di seghe mentali che mi stanno venendo fuori per un motivo o l'altro.
Potrei scrivere con freddezza quello che è successo in questo Week-End, o far finta di essere poetica.
Potrei apparire confusa e fragile, o decisa e felice.
Sarebbero tutte vesti, o fatti assolutamente azzeccati, per la confusione che, da ieri sera, mi tiene lo stomaco annodato, un sorriso ebete che va e viene ma delle stelline negli occhi che non vogliono spegnersi.
Allora mi limiterò questo.
A correggere - e spero definitivamente - quella famosa lista
- Capelli scuri: abbastanza
- Ricciolino: negativo
- Barba sfatta: no, pizzetto molto curato anzi u.u
- Occhi verdi: sì! *_*
- Montanaro: A modo suo, ma... sì! *_*
- Eventualmente Trentino: incredibilmente... sì! *_* Per metà, vabbhè...
- Silenzioso e ombroso: dipende dai punti di vista. Qualche volta, se no è tutto il contrario
- Alto Quanto basta
Traetene le conclusioni che volete...
... e sappiate che mi rendono immensamente felice
Il dolce sapore dell'attesa...
" [...] Lo avrebbe preso per il collo con la mano
lo stringerò finchè quel bacio ti uscirà..."
... e se nemmeno questo funziona ti prendo a randellate.
E lo faccio.
Cammino per Caderzone.
Senza ombrello, come sempre quando pioviggina e basta.
Il cappuccio in testa, stretta nel cappotto marrone, le dita che spuntano dai guanti a metà arrossate.
Cammino a bordo strada, come sempre, e di tanto in tanto carezzo un muro. A volte mi fermo per guardar le pietre non coperte dallo stucco e mi diverto a indovinare cosa siano.
Tutta tonalite, ovviamente, tranne qualche rara eccezione.
Pietre dell'Adamello. Pietre del Brenta. Le mie montagne.
Hanno buttato giù un pezzo di una vecchia casa, vicino alla malga ristrutturata, lì dove avevo sentito uno dei più bei concerti di cori alpini tra quelli a cui sono andata. Seduta su un muretto, ascoltandolo da fuori, sotto le stelle.
C'è qualche cantiere, ci assicurano che li disferanno prima dell'estate. Mi accorgo che la cooperativa sembra messa a nuovo, ma mia nonna mi dice che era già così quest'anno. Buffo, non l'avevo mai guardata.
Il resto è sempre uguale, come me lo ricordavo. Solo un po' più grigio e spento.
"Non mi piace la montagna, fuori stagione"
Io penso che quella è casa, e mi basta.
E cammino, sorridendo a quel paese silenzioso e deserto. Cerco di indovinare i contorni delle montagne, nascoste dalle nuvole. Sembra quasi di essere in pianura. E ci riesco, solo perchè, quel paesaggio, ce l'ho impresso a fuoco nella testa.
Avrei voluto fare un salto anche Pinzolo, ma tant'è...
E poi via, a vedere le case da affittare...
Una casa con giardino
Di tutti gli anni nella mia Valle era proprio quello che mi mancava. Arancione, nella parte bassa di Caderzone, dietro le case che si affacciano sulla provinciale, verso il Sarca.
Isolata, vecchia a vedersi, circondata da stalle e piccole viuzze.
E il giardino
Appena l'ho visto, prima ancora di guardare l'appartamento che ci stava per mostrare il tizio dell'agenzia, ho detto "Questa è nostra"
Subito.
E, credo, che lo sarà davvero.
Per il mese di Agosto, ovvio.
Quest'anno per me lo sarà per un paio di settimane, ma mi basteranno. A casa, nella mia valle.
C'è qualcosa di strano in queste giornate sospese.
E strano non vuol dire brutto, anzi...
Ascolto a ripetizione la colonna sonora di Sweeney Todd e Pica, mentre mi avvio tutti i giorni all'Università, alle 8,30.
Sotto un cielo che ogni tanto mi inonda di sole, ogni tanto è grigio di pioggia.
Ma ormai ho promosso il tutto a "primavera", e ho sostituito il cappotto con la giacca marrone in lana cotta, e le scarpe sono quasi sempre le mie vecchie All Star rosse,
Sento freddo e caldo troppe volte nello stesso giorno. Che non mi sia ancora venuto un accidente è un miracolo.
La borsa militare pesa, sulla spalla, ma continua a tintinnare a ogni tonfo sulla gamba destra, con quei campanellini accuratamente aggiunti.
E mette allegria, alla fine.
Anche questo ritmo, vah...
Incontro Sam, ieri, andando verso l'università, uno di quelli che chiamo InfoBoy.
Ci mettiamo a chiacchierare, forse per la prima volta da quando ci si incrocia tra aulette, incontri e vacanze.
Ha la faccia sconvolta, del giovedì mattina di uno che ha iniziato il semestre solo questo lunedì. Qulla che avevo io, probabilmente, settimana scorsa. E non è neanche così difficile chiacchierare. Solo l'anno scorso avrei fatto finta di ignorare una persona che conosco così superficialmente. Adesso mi viene più naturale il contrario...
Laboratorio fossili è bellissimo. Toccare quello che si studia, osservarlo davvero, rendersi conto che quegli schemi che ti sembravano tanti precisi - studiando la teoria - in realtà sono piccole cose da cercare nella complessità meravigliosa della natura è stupendo.
Ovviamente facciamo finta di non aver rischiato di rompere un bachiopode...
Non so ormai cosa si pensi, a vederci in giro così spesso, o vedermi sbucare nella loro auletta studio - dove non ho mai messo piede così spesso - a fine lezione.
Riesco a collezionare una serie di figuracce preoccupante, che poi la sera ci ripenso e scoppio a ridere come una babba. In entrambi i momenti riesco ad assumere tonalità di rosso che farebbero invidia all'etichetta della coca cola (... e alle mie All Star, un po' scolorite, povere).
In effetti, per una buona volta, non ci voglio pensare. E' tutto così bello così...
(No Cri... non mi vedrai mai con le stelline e i cuoricini dentro gli occhi come te. Qui lo dico. So che saranno le ultime parole famose, ma continuo a convincermene. Vabbhè che, le stelline, a detta di mia madre, già ce le ho. Con tanto di faccia da triglia ò.ò)
Serate recenti, a scambiarsi pazzie a tavola, a festeggiare la nostra vecchia, a sporcarsi la faccia di cioccolato, a farsi torturare - ahimè, sono una matricola sfigata - e tentare di reagire - checcavolo, ne avrò il diritto? ò.ò - guadagnandosi nuove torture.
Serate abituali, a cucinare insieme, a guardare un film stretti su un divano. E - giuro - di uno degli ultimi che abbiamo visto non ricordo neanche la fine, tanto avevo la testa piena di pensieri.
E, dicevo, c'è qualcosa di strano.
Qualcosa di strano, e bello.
Forse è semplicemente vivere.
E' strano che non avere più voglia di giocare per distrarsi un po' dalle preoccupazioni quotidiane, non sentire più il bisogno di prendere un treno per scappare via, avere il terrore di restare sola e di non trovare un posto giusto.
Non sono cose che voglio eliminare dalla mia vita, sia chiaro, ma ora si inseriscono in una tavolozza di colori che sembrano formare, insieme, un quadro meraviglioso.
E va bene così.
Questa vita che aspettavo non mi sta deludendo affatto.
Sto cominciando a perdere colpi, ecco... questo ritmo mi impedisce di scrivere quanto vorrei, e non fa altro che confondere tutti i pensieri nella mia testolina ingombra.
Ci sono tanti cambiamenti, che stanno cominciando a diventare tranquille abitudini.
Alzarsi alle 7.30 per andare all'università, e tornare a casa sfiniti a orari improponibili, per esempio. A volte credo che non sopravviverò a lungo a questo ritmo, soprattutto se metà delle ore sono di materie di cui non me ne sbatte assolutamente nulla (informatica, inglese e fisica... cielo mi sembra di essere al liceo °_°)
La mensa piena... non la vedevo così affollata da mesi, e stare in coda, spalmati contro il muro, col caldo e lo stomaco contratto dalla fame non è proprio l'ideale. Quanto meno i pranzi insieme ai miei pazzi geologi ripagano l'attesa.
I sabato sera cena+film, vuoi in Appa di Africa, vuoi da Save o anche altrove, con le solite persone, i soliti programmi.
Io, schiavizzata a tagliuzzare pomodori e mozzarelle, Save che con in mano il coltellaccio si mette a recitar battute di Sweeney Todd, Africa che per un po' di tonno sulla camicia tira giù degli impreconi che hanno fatto vibrare i muri, litigare per decidere un film, passando dal genere serio a quello più demenziale che si sia visto sulla faccia della terra.
Guardare un film stretti sul divano, abioccandosi bellamente sulla spalla di chi ti sta di fianco...
Ci sono gli sms mattutini, che prima mi scocciavano, poi mi strappavano un mezzo sorriso e ormai sono quasi un appuntamento quotidiano, che m farebbe strano saltare.
Ben svegliata, frase pericolosa quando sei ridotta a trascinarti durante la settimana in stato semi-comatoso, ma alla fine fa cominciare tutto un po' meglio.
E poi...
Ci sarebbe una lista di parametri, postata tempo fa, da modificare, ma ancora non rilascio dichiarazioni.
Per ora aspetto di aver tra le manti qualcosa su cui scrivere in modo un po' più presentabile.
Buona vita
E' da un bel po' che non scrivo, rispetto alla mia frequenza abituale, ovvio. Da Sabato, in effetti.
La verità è che ho talmente tanto per la testa che non saprei nemmeno dare un giusto schema a quello che vorrei lasciare qui sul Blog.
C'è stato l'inizio delle nuove lezioni del semestre particolarmente pesante. Il fatto che nelle ultime serate sono sempre crollata a letto alle 23.30 è piuttosto indicativo.
Ci sono materie che mi pesano, che sto odiando... materie che non hanno niente a che fare con la geologia, come Inglese e Informatica. Qualcuno si è già offerto di darmi ripetizioni per quest'ultima, almeno.
C'è Fisica I che mi preoccupa... non che io non ami la fisica, piuttosto è la fisica che non ha mai amato me. E' una materia che non ho mai seguito con facilità, che richiedeva ore di studio per strappare un 6 1/2 o un 7. Dovrò mettermici sotto.
C'è topografia, che dovrò decidermi a prendere sul serio.
Poi ci sono le materie belle, che senti un po' più tue.
C'è laboratorio di Minerali che è stata una bella sorpresa, che mi sono ritrovata a seguire con interesse.
C'è Paleontologia con gli infervori di Balini e Laboratorio Fossili in cui tocchi con mano quello che studi, un po' una delle cose che mi hanno spinta definitvamente verso quell'edificio con i mattoni rossi.
Ci sono gli impegni settimanali, gli incontri, le ripetizioni, le prove del coro... che pesano, al momento, ma che in fondo riempiono le mie giornate e che alla fine di tutto, nonostante la stanchezza, mi lasciano sempre qualcosa di bello.
Ci sono i miei sorrisi, i miei raggi di sole. Qualcuno che si sta ponendo con una certa insistenza, e che mi confonde un po', pur mettendomi il più delle volte un sorriso, altri che mi seguono in silenzio. Chi mi fa ridere, chi mi fa pensare che forse vale la pena far tutta questa fatica, passare 8 ore seduta in quelle scomodissime aule con loro, o fare una fuga alle 13.30, ovunque sia in quel momento, per vedere gli altri e cominciare la seconda parte della giornata nel migliore dei modi.
Insomma... è un altro inizio, che mi sta mostrando un po' tutte le facce dell'Università, la fatica in primis.
Lanciata? Forse... al momento avrei voglia di dormire e basta, ma allo stesso tempo la voglia di continuare c'è eccome.
E... basta. Sono banale, ma non riesco a sforzarmi più di così.
Avrei altro da scrivere, ma per quello aspettiamo la fine del week-end...